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Oggi il Comune di Acciano è formato da
Acciano Capoluogo e dalle frazioni di Succiano, Beffi,
Roccapreturo e San Lorenzo.
Nei catasti onciari e
nelle numerazioni dei fuochi fatte tra i sec. XV-XVI
rispettivamente si chiamavano : Castrum Acciani, Villa Socciani,
Castrum Beffi, Rocca de Preturo e Villa Sancti Laurentii.
Sapendo quanto lo studio della toponomastica aiuti la
ricostruzione storica, daremo brevemente il significato e
l’origine dei nomi locali delle frazioni e del capoluogo.
Castrum Acciani e Castrum Beffi: la prima parte del toponimo si
riferisce al castrum romano, poi castellum, luogo
fortificato ed anche cittadella, bastione. Villa Socciani e
Villa Sancti Laurentii: la prima parte del toponimo deriva dal
latino villa , in origine dimora di campagna, fattoria
con podere e successivamente modesto insediamento, poi quasi
sinonimo di paese. Rocca de Preturo: Rocca - roccia- e
più tardi fortezza sull’alto di un monte, cittadella,
voce nata in Abruzzo dal XII sec.
BEFFI
Beffi si divideva in
tre ville: Beffi, San Lorenzo e Succiano. La condizione
originale di Beffi era quella di borgo fortificato in posizione
strategica. Infatti era parte integrante con la sua torre
castellata di quello scacchiere difensivo che imbrigliava il
territorio dell’aquilano da Capestrano a Montereale. La prima
notizia storica è del 1185, quando era posseduto per la terza
parte dal figlio di Rainaldo di Beffi.
Nel 1257 il papa Alessandro IV lo pose al confine del contado
aquilano. Nel 1294 Re Carlo II lo confermò di regio demanio e
del distretto di L’Aquila. Nel 1360 lo troviamo mensionato nella
diocesi valvense: probabilmente tra il vescovo di L’Aquila e
quello di Valva ci fu spesso attrito per il possesso di Beffi.
ROCCAPRETURO
Nel 1185 Rocca de
Preturo era feudo di Gualtieri, figlio di Gionata signore di
Collepietro. Nel 1355 si determinarono i confini territoriali
con Beffi dopo una lunga vertenza alla camera aquilana. Nel 1360
nel registro delle chiese valvensi viene menzionato
Roccapreturo con cinque chiese: Santa Maria, Cappella di San
Sabino di Beffi, San Nicolò, Santa Cecilia, Santa Croce e San
Pietro. Nel 1448 l’ospedale di Roccapreturo concorre a formare
l’ospedale Maggiore con tutti i suoi beni. Nel 1492 gli abitanti
di Roccapreturo e Beffi riacquistarono la perduta concordia
stabilendo per l’abbeveraggio degli animali un pozzo comune. tra
il 1548 e il 1567 vi furono numerose vertenze per alcune terre
che le università di Roccapreturo e Navelli si contendevano.
Nel 1559 si ha notizia di un ospedale situato nei locali di
Santa Cecilia. Il feudo appartenente ai Pietropaoli nel 1591 fu
venduto a Pace Masci che lo donò nel 1633 a Girolamo Cappelletti
di Rieti.
ACCIANO
Il centro storico di
Acciano, racchiuso entro le mura perimetrali tuttora esistenti,
denota la sua condizione originaria di borgo fortificato dove si
accedeva attraverso tre porte: Porta Torrone, Porta Martino, e
Porta dell’Aia. L’orografia del terreno ha influenzato in
maniera preminente la sua tipologia urbana che si adagia su
ripidi pendii a sinistra del fiume Aterno. La cronologia
dell’intero borgo va dal XIV sec., data della sistemazione delle
mura, al XVI sec. data di ricostruzione o riadattamento di
numerosi edifici.
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